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Attualità

SOCIAL MEDIA ED ELEZIONI 10 COSE DA NON FARE social media for dummies

Da più di un decennio i social media sono entrati nella nostra vita quotidiana. Li usiamo come una sorta di diario da condividere con x persone (non illudiamoci mai di comunicare con una platea più ampia rispetto al nostro condominio più amici e parenti). Una ragazza russa seminuda ha messo un like sulla foto del nostro gatto su instagram? rispondiamo seguendola, passando una notte insonne per commentare ognuna delle sue 24.000 foto e scrivendole buongiorno e buonanotte bellissima per 6 mesi consecutivi. Fin quando saremo assaliti dal dubbio che forse non è interessata a conoscerci. Allora buongiorno e buonanotte bellissima si trasformano in brutta stronza chi ti caga.

I Social Media non sono soltanto il luogo in cui cercare di socializzare con altri esseri umani o scaricare le nostre emozioni, più o meno positive. Rappresentano inequivocabilmente l’area di maggiore interesse per chi fa marketing. Avere a disposizione Miliardi di esseri umani profilati è qualcosa di potenzialmente dirompente per chi vuole promuovere o promuoversi. In questi casi però il fai da te, che per 6 mesi consecutivi ci aveva illuso di potere ricevere le attenzioni di una russa seminuda, avrà effetti decisamente negativi su ciò che vogliamo promuovere.

Così durante questa mattinata noiosa mi sono appassionato per 15 minuti all’osservazione della campagna elettorale per le prossime elezioni amministrative sui social. Giungendo alla conclusione di consigliare dieci cose da evitare quando ci si vuole promuovere in questa realtà parallela:

  1. Lascia stare instagram o snapchat, non fanno per te, non li capisci, non ne sai le regole e tendenzialmente non sarai cagato da nessuno.
  2. Non sei un politico da deputato nazionale in su? Non sei un attore o cantante? lascia stare pure twitter il tempo per imparare ad esprimerti in maniera sintetica e raggiungere 50 follower e la campagna elettorale sarà finita.
  3. Ogni piattaforma ha delle regole e quello che funziona su una realtà magari è inconcludente su un’altra. Gli hashtag (#) su instagram e twitter hanno senso e permettono di ottenere dei risultati concreti perché i social in questione valorizzano loro e le persone che li usano. Funziona sempre così nelle innovazioni tecniche: è il pubblico a decretare il successo e il fallimento, l’alba e il tramonto di una tecnologia. L’hashtag facebook rientra in questo discorso e diventa un manifesto di una soluzione potenzialmente interessante,ma che non funziona e, anzi, può portare a diversi problemi.
  4. Non utilizzare le chat private di gruppo in cui inserisci persone con le quali non hai mai preso neanche un caffé, tutto quello che otterrai sarà: X ha abbandonato la chat, silenzio da chi non vuole perdere neanche il tempo per cliccare su abbandona ed un pollice alzato da chi non lascia perché domani potrebbe essere lui a fare una chat collettiva tra sconosciuti.
  5. Non mandare una foto o un video nella chat privata a persone con cui hai poca confidenza, tendenzialmente non fa piacere parlare con gli sconosciuti, figuriamoci ricevere la loro propaganda elettorale in chat. Lo so che mi vuoi chiedere e la risposta è: no! Non sperare  che grazie al tuo video amatoriale, in cui spieghi come sarà la variante al prossimo piano regolatore, potrai scambiare quattro battute in chat con la russa seminuda.
  6. Non fare status di sole maiuscole. Se lo fai per evidenziare il tuo stato d’animo, stai tranquillo che si evince dal contenuto del post. Se lo fai perché sei grillino, stai tranquillo anche quello si capisce dal contenuto del post. Se lo fai perché hai scordato il tasto caps lock schiacciato: Acutil Fosforo, una pasticca al giorno.
  7. Taggare tutti i contatti che si possono taggare in un post in cui spieghi che vuoi aggiustare quella strada che sta lì sfasciata da 25 anni? Non frega niente a nessuno, non ti credono e le troppe notifiche da semisconosciuti infastidiscono. Solo chi pensa di venderti herbalife con questo metodo ti regalerà un like.
  8. Sei la reincarnazione di Dante Alighieri stai per scrivere il remake della divina commedia con il tuo candidato sindaco nella parte di Virgilio? Non lo fare su facebook i post lunghi non se li caga nessuno.
  9. Vuoi Promuovere la tua immagine? Devi pagare, poco e in maniera competente (é inutile promuoverla tra chi é interessato al punk e vive nelle isole Fiji), ma lo devi fare. Altrimenti l’algoritmo (non ti fare spaventare dalla parola è un programmino che tiene per mano i tuoi post guidandoli nel vicoletto rappresentato da quelle 25 persone che ti seguono sempre) fa si che sarai sempre più conosciuto da chi ti conosce già e non ne può più e sempre meno cacato da chi non ti caca mai.
  10. Le elezioni non si vincono su facebook o twitter (a meno che non ti chiami Obama, Trump o Salvini), ma stai certo che si perdono utilizzando a cazzo di cane i social media (specie se ti metti like da solo è una brutta forma di onanismo).

Dimenticavo, se i tuoi post 9 volte su 10 raggiungono meno di 100 like (tranne quando metti la foto del tuo gatto) non sei un influencer, fattene una ragione. Se di mestiere fai il dipendente pubblico, che annoiato, sta tutto il giorno su facebook, non sei un esperto di social media managment, ma semplicemente un fancazzista che si frega lo stipendio.

Simone Di Trapani

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