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Noi di Cinisi

DA FORZA NUOVA A CINISI SOLIDALE

Cinisi, ottobre 2017. Il paese si sveglia tappezzato da manifesti e adesivi di Forza Nuova: “Basta immigrazione”, “Fuori gli immigrati”, “Questa è casa tua difendila”. Quel giorno Cinisi tocca forse il punto più basso della sua storia recente. Bisogna fare un passo indietro a qualche mese prima, quando il sindaco Giangiacomo Palazzolo dichiara che non avrebbe più concesso la diaria ai 40 ragazzi migranti ospiti presso la struttura Opera Pia Collegio di Maria, nella piazza centrale del paese, perché, secondo il sindaco, in realtà quei ragazzi minori non erano. In un clima già pesante, qualche settimana dopo, esce fuori la falsa notizia, alimentata ad arte, che alcuni di quei giovani avevano preso “in ostaggio” dei bambini dell’asilo, ubicato in un’altra ala della stessa struttura. In realtà, si trattò di una protesta pacifica, poi rientrata, da parte dei giovani migranti, per via del pocket moneygiornaliero che non avevano ancora ricevuto. Ma nessun sequestro né alcun contatto tra bambini e migranti. Intanto, però, la notizia del presunto sequestro finisce per alimentare il panico tra l’opinione pubblica. Insomma, un terreno reso abbastanza fertile per fare attecchire sentimenti di razzismo e intolleranza tra buona parte della popolazione.

Qualche giorno dopo, con una lettera aperta, la sezione di Palermo del partito nazionalista di estrema destra Forza Nuova esprime solidarietà al sindaco di Cinisi aggiungendo di essere “..a disposizione per fornire sostegno alle sue denunce” e annunciando “…la disponibilità alla mobilitazione nella direzione da Lei indicata e dal nostro movimento perseguita fin dalle origini”.  La situazione sembra essere completamente sfuggita di mano e a Cinisi si comincia a respirare un pericoloso clima di tensione. I ragazzi ospiti del centro, impauriti, preferiscono non farsi vedere in giro, qualcuno sui gruppi Facebook suggerisce:  “diamoci appuntamento e entriamo dentro il collegio”.

Il giorno 3 ottobre, alle prime luci del mattino, come dicevamo, il punto più basso. Per le vie del paese spuntano alcuni striscioni siglati dal movimento politico neofascista. La tensione è ormai alle stelle e solo dopo qualche giorno tutto rientrerà nella normalità.

Cinisi, ottobre 2018. Nel corso di un’assemblea pubblica presso Casa Memoria Impastato,convocata da Cinisi Solidale e condivisa da diverse associazioni del territorio, emerge il sostegno al sindaco di Riace Mimmo Lucano e al suo percorso che ha portato avanti “volto a creare un modello sociale ed economico che mette al centro l’essere umano e i suoi diritti fondamentali”. L’assemblea decide poi di impegnarsi a sostenere Riace, il suo modello e Mimmo Lucano con una serie di iniziative (feste interculturali, incontri nelle scuole, presentazioni di libri etc.) diffuse nel territorio sotto lo slogan #iostoconriace. Ma a Cinisi, in quella Cinisi che fino a un anno prima era diventata terra di conquista di Forza Nuova, accade di più. L’Associazione Peppino Impastato, e altre impegnate nel sociale, si dichiarano infatti pronte a ospitare Mimmo Lucano nella casa che 40 anni fa fu la sede di Radio Aut: «Abbiamo disponibile a Terrasini, paese limitrofo a Cinisi, la casa che fu la sede di Radio Aut per ospitare Mimmo. Da questo luogo così importante per tutti noi, continueremo a far sentire la tua voce, la voce per chi si batte per la giustizia sociale e i diritti umani».

Dall’intolleranza all’accoglienza. Dai neofascisti alle associazioni per i diritti umani. Certo, i protagonisti non sono gli stessi. Ma tutto questo è accaduto a Cinisi, nel giro di un anno.

di Franco Cascio

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